Intervista a Nicole Teso – le vostre domande

Buongiorno lettori. ♥ Oggi è il giorno dell’intervista! ♥

Il primo post del duemiladiciotto lo dedico a voi.

Innanzitutto tantissimi auguri di buon anno. Spero che, qualsiasi siano i vostri buoni propositi, si realizzino.

Tempo fa, nel mio gruppo autore, vi ho chiesto di pormi delle domande: curiosità, dubbi, qualsiasi cosa a cui vi sarebbe piaciuto ricevere una risposta. Devo ammettere che mi sono divertita un sacco a leggere i vostri quesiti… E oggi finalmente leggerete il responso nell’intervista che ho preparato! ♥

 

DIAMO IL VIA ALL’INTERVISTA!

Daniela la Rocca – Da dove trai ispirazione?

Dipende. A volte un’immagine, un film, un momento particolare della giornata. A volte sogno le storie e le appunto quando mi sveglio. Solitamente quando l’ispirazione arriva ho già la storia traboccante di particolari.

 

Elettra Marazzi – Utilizzi il tuo lavoro per trovare ispirazione per i personaggi?

(Risata sadica!) Diciamo che è successo più volte di incontrare persone o clienti nel mio luogo di lavoro, che hanno smosso la mia fantasia. Sto lavorando a un nuovo progetto (per ora segreto) e i nomi di entrambi i protagonisti li ho sentiti per caso, proprio mentre ero in turno.

 

Mariapia del Negro – Come ti è venuta l’idea di scrivere romanzi?  

Non la chiamerei un’idea. È qualcosa che ho sempre avuto dentro. A otto anni, mentre le mie compagne di classe si divertivano a giocare in giardino, io scrivevo poesie.  A dieci, appuntavo tutto quello che mi succedeva in un diario segreto, che poi negli anni, si è moltiplicato. A dodici, ho scritto un romanzo fantasy che trattava i mutaforma. Ovviamente, non ho mai concluso il progetto. Chi lo sa, forse un giorno, lo riesumerò dalle cartelle segrete del mio computer.

 

Giovanna Moltoni – Qual è la parte dei tuoi personaggi che ritrovi in te stessa?

I miei personaggi, dal primo all’ultimo, sono parte di me. Io comprendo il tormento di Jake, il conflitto interiore di Brittany, il mistero di Adam e l’amore incondizionato di Mercy. Ognuno di loro è una parte del mio cuore.

 

Shaely Spigariol – Come hai trovato il tempo per scrivere un libro e soprattutto perché proprio

 questo genere?

Ho rimandato per tanto tempo questo momento. Ho aperto e iniziato a scrivere recensioni sul mio blog letterario nel 2015, insieme a una mia cara amica. Purtroppo, l’ho dovuto abbandonare perché non ho tempo per riuscire a gestire anche quel progetto. La storia di Jake e Brittany ha iniziato a prendere forma nella mia testa nel gennaio del 2016. Avevo paura per due motivi: il primo era che non sapevo da dove cominciare per pubblicarmi, il secondo è che sono sempre stata troppo ambiziosa. Nutrivo il timore che non piacesse, che nessuno la tenesse in considerazione, proprio per il contenuto e gli argomenti trattati. Poi, un giorno, seduta in un bar con il mio fidanzato e la mia migliore amica, ho raccontato la storia che ormai era ben consolidata. Avevo una trama delineata, sapevo dove volevo cominciare e dove volevo finire. Entrambi sono rimasti molto entusiasti e mi hanno spinta a scriverla. Ho cominciato con un certo scetticismo, ma già al secondo capitolo le parole si erano impossessate di me, ansiose di finire sulla carta. E così sono nati Jake, Brittany, Jason, Nancy, Lacey e tutti i personaggi della trilogia.

 

Jessica Boni Sforza – Nei tuoi libri metti tutta te stessa… Ma ti ispiri anche alla tua vita?

Per fortuna, no. Non mi è mai successo di subire delle violenze fisiche o psicologiche. Nei tratti caratteriali dei protagonisti, invece, c’è tantissimo di Nicole Teso.

 

Ilaria Lunanova – Ti è mai capitato durante la stesura di un romanzo di fermati e pensare “questo è meglio che non lo scrivo”? (intendo una frase, una descrizione, una riflessione…)

Sì. È successo con “Loving the demon”. Mi sono autocensurata per paura che la storia non fosse compresa come speravo. Ora, sto lavorando a nuovo progetto e gli sto dando, tutta la parte oscura che avrei voluto ci fosse in Jake e Brittany.

 

Lisa Gugliuzza – Cosa ti aiuta nelle tue storie?? Ti documenti? Scriverai mai un libro fantasy dark??

Solitamente, la prima cosa che faccio per iniziare è creare una playlist. La musica scatena la mia creatività, ed è per questo che a ogni scena che scrivo, associo una canzone. La documentazione è fondamentale. Per scrivere la trilogia di Jake e Brittany ho dovuto studiare la sindrome di Stoccolma, i risvolti che ha sulla psiche umana, lo scandalo degli ospedali psichiatrici corrotti, ecc. Per quanto riguarda il fantasy… Sono già al lavoro. Ho acquistato una copertina che scommetto vi farà impazzire!

 

Elisa Martinetti – Quale personaggio ti fa soffrire di più scrivendo di lui/lei? 

Jake, senza ombra di dubbio! Mi ha distrutto scrivere di lui. Forse perché è il mio primo protagonista, forse perché ho preso la sua storia così a cuore che ogni volta che mi mettevo al computer per raccontarla, piangevo. Per assurdo a dodici anni, quando ho tentato di scrivere il mio primo romanzo fantasy, il protagonista si chiamava Jake. Ho sempre desiderato che il mio primo “figlio di carta” si chiamasse così.

 

 

Anna Sasanelli  – Hai solo 20 anni e la tua mente fantastica scrive così. A 50 cosa scriverai?

Magari potessi prevedere il futuro. Io spero di migliore come autrice e come persona. Spero di poter fare delle esperienze che mi aiutino a scatenare tutta la mia fantasia. Spero di imparare tanto, tutti i trucchi del mestiere, perché mai prima d’ora sono stata così convinta di voler fare qualcosa. La scrittura è diventata una delle parti più importanti della mia vita.

 

Thamara Medici – Ti capita mai di avere delle ispirazioni, delle idee, magari mentre sei giro, al lavoro, fuori con amici…. Te le appunti?

È successo un sacco di volte.   Quando sono a lavoro, scrivo sui post-it. Se sono fuori, invece, appunto tutto sulla mia agendina, che ho sempre con me.

 

Shaely Spigariol  – Sei tu brittany?

No, direi di no. Non è un libro autobiografico o tratto da una storia vera.

 

Rosa Alba Sciacca – Un giorno sul display del tuo telefonino compare un numero di telefono… Chi vorresti che fosse?

Uno dei miei protagonisti. Sarei curiosa di sentire cos’avrebbero da dire!

 

Mara Ramacci – Qual è il personaggio che ti ha emozionato di più scrivere?

Ora è il turno di Adam. Mi piace definirlo come una svolta nel mio stile; un mettermi alla prova. Adam è tutto quello che Jake non potrebbe mai essere. Lui mi ha emozionata dalla prima all’ultima pagina e sono proprio curiosa di vedere le vostre reazioni il 31 gennaio.

 

 

Maria Bota – Mentre scrivevi chi ti sei immaginata di essere? Jake o Brittany?

Credo, entrambi. Anche se sono più sensibile nei confronti di Jake.

 

Roberta Chiovaro – Da dove è nata la passione per la scrittura? E per il Dark Romance?  Hai intenzione di scrivere un fantasy prima o poi?

La passione è qualcosa che inconsciamente ognuno ha dentro di sé. Penso che nel mio caso, siano stati i miei genitori a trasmettermela. Mio padre da giovane ha tentato di scrivere un libro, ma non l’ha mai concluso. Ho realizzato io il suo sogno. La passione per il dark romance è nata nel 2015. Cercavo un genere che si discostasse dal solito romanzo rosa o erotico e mi sono imbattuta nel mio primo dark. Era abbastanza leggero, niente in confronto a ciò che ho letto di lì in poi, ma ne sono rimasta completamente travolta. Avrei voluto pubblicare un fantasy come primo romanzo, perché è sempre stato il mio genere preferito, ma poi ho optato per il dark perché Jake viveva già nella mia coscienza. Comunque sì, il fantasy arriverà! O quest’anno o il prossimo. Ho anche già la cover! 

 

Giuseppe Romeo – Il tuo libro preferito qual è? E perché? Il tuo sogno nel cassetto?

Alice nel paese delle meraviglie. L’ho sempre amato perché apre le porte a un mondo folle, dove tutto è concesso.

Il mio sogno nel cassetto è poter vivere di scrittura, continuando a emozionare i miei lettori.

 

Valentina Vitale – Quali emozioni ti trasmette scrivere e cosa provi quando metti la parola fine ad una tua storia?

Sono un tripudio di emozioni durante tutte le mie stesure. Piango, amo, vivo e manifesto, proprio come i miei protagonisti. Quando però, scrivo la parolina magica alla fine di una storia è come arrivare in cima a una montagna a mani nude: sai di aver sudato, di esserti tagliato le mani, di aver rischiato la vita, ma quando guardi giù… è come se raggiungessi la pace dei sensi, come se di colpo potessi sfiorare la libertà con le dita. Mettere la parola fine significa portare a termine un progetto sul quale ho lavorato mesi e notti intere. È la soddisfazione più grande perché so che la storia che ho creato è solo mia e che nessuno avrebbe potuto scriverla nello stesso modo.

 

Angela Jovanovska – Che emozioni ti da la scrittura? Come ti senti quando scrivi?

Io sono una parte di essa, quindi quando i miei personaggi soffrono, amano, provano dolore… io lo provo allo stesso modo. È più o meno come quando una storia assorbisce totalmente il lettore: il paragone è lo stesso!

 

Noemi Storzillo – Raccontaci le emozioni che provi nel momento in cui concludi definitivamente un libro e lo lasci nelle mani di noi lettori 

Riassumerei il tutto con un’unica parola: ANSIA. Per mia sfortuna, sono una persona esageratamente ansiosa. Mi faccio migliaia di pensieri, rileggo i miei libri fino a conoscerli a memoria. Sono pignola in quello che faccio e spero che questo arrivi ai miei lettori. Diciamo che dal momento in cui finisco un libro, al momento in cui lo metto nelle vostre mani… passa qualche mese. La revisione è fondamentale, talvolta mi occupa più tempo della stesura stessa… Quindi l’ansia triplica!

 

Sara Opici – Cosa “ti spinge” a scrivere?

Scrivere è la mia valvola di sfogo. Ormai sono talmente abituata a farlo che non riesco a chiudere gli occhi se prima non “butto giù” qualche riga. Credo sia il mio modo di esprimermi, di dare voce alle perversioni, alle fantasie, ai pensieri.

 

Giulia Ferrigno – Perché hai iniziato a scrivere, chi o cosa ti ha ispirata?

Ho sempre voluto farlo. Ho sempre tenute segregate le storie che nascevano dentro di me. Ho cominciato da piccola, racchiudendo i miei pensieri in diari segreti. Poesie, favole, tutto quello che mi veniva in mente. A dodici anni, ho tentato di concludere un romanzo fantasy, ma probabilmente non ero pronta. A diciassette ho aperto un blog letterario. E a diciannove mi sono lanciata nel mondo del self-publishing.

 

Marilena Russotto – Qual è il personaggio, tra quelli che hai scritto, che ti ha colpita di più? E perché? Chi vorresti essere dei tuoi personaggi?

È difficile rispondere a una domanda del genere. Amo i miei personaggi incondizionatamente, talvolta più delle persone reali. Ognuno di loro è una piccola parte di me, quindi non credo di preferirne uno in particolare. Forse, l’unico che ha uno spazietto in più nel mio cuore è Jake. Non perché sia migliore di tutti gli altri, perché… beh… lui non lo è affatto. Ma è il mio primo “figlio di carta” e si sa… il primo amore non si scorda mai!

 

Antonella Piacquadio – Nicole tantissime volte una persona che vuole scrivere un libro non sa da dove iniziare nonostante è un’esplosione di creatività. Tu come hai iniziato? Come hai messo insieme tutte le idee che esplodevano nella tua mente?

Ho pensato così tanto a “Loving the demon” che quando mi sono convinta di iniziare, avevo già una trama dettagliata per tutti e tre i romanzi della trilogia. Mi basta pensare poche ore a una trama per darle vita. Per esempio: l’idea di scrivere “Dimmi chi sei” è arrrivata in una notte in cui proprio non riuscivo a dormire. In una settimana avevo già delineato i contorni della storia. Solitamente annoto sulla mia agendina tutti gli avvenimenti che vorrei che succedessero. Poi cerco di collegarli insieme, di renderli realistici e mi metto al lavoro.

 

 

Allora cosa ne dite? Vi è piaciuta questa piccola intervista? Vi piacerebbe leggere ancora post di questo genere? Lasciate un commento per farmi sapere la vostra opinione sull’intervista. 

 

Nicole.

6 Commenti

  • Valentina 11 gennaio 2018 (12:24)

    Bellissima intervista 😍 grazie per avere risposto alle nostre domande ❤. Vedrai che anche “Dimmi chi sei” sarà un successo 😉.

    • Nicole Teso
      Nicole Teso 11 gennaio 2018 (22:20)

      Grazie Valentina ♥
      Ormai mancano solo venti giorni e io non sto più nella pelle 😛

  • Lara 11 gennaio 2018 (13:45)

    L’intervista mi è piaciuta molto e spero ne farai ancora serve a noi lettrici ha capirti e conoscerti meglio in attesa di ” love in the darknes ” un bacio e un abbraccio continua così ciao

    • Nicole Teso
      Nicole Teso 11 gennaio 2018 (22:21)

      Ne farò delle altre. Io adoro parlare con voi e avere uno scambio di opinioni. Mi serve a migliorarmi come persona e come autrice. ♥
      Grazie delle belle parole. “Loving the darkness” è in fase di stesura! ♥

  • Lisa Gugliuzza 11 gennaio 2018 (17:13)

    Grazie grazie grazie…. per tutto quello che fai…. spero di leggere presto la fine di Jake, anche se capisco che finire la tua prima opera sarai sofferente… non vedo l’ora di leggere “dimmi chi sei” e complimenti davvero Nicole, calcolando che sei solo una ragazzina, mia coetanea, se dovessi pensare di scrivere un libro io, aiuto…. quindi brava… vai avanti così!!! Verrai ripagata di tutto il tuo impegno… ciao cara ❤

    • Nicole Teso
      Nicole Teso 11 gennaio 2018 (22:22)

      Ciao Lisa! ♥
      Jake arriva… e come arriva lui… ci siamo capite! 😛
      La passione ci spinge a fare cose che crediamo di non poter fare, ma in realtà l’essere umano è la macchina migliore che esista. Grazie di tutto! ♥